mar
29

In piazza con i sindacati

Venerdì 13 aprile CGIL CISL UIL hanno indetto una manifestazione unitaria per chiedere modifiche alla recente riforma delle pensioni. Ci sarò. Immagino insieme a tanti iscritti ed elettori del PD.

Nella riforma, insieme ad altre inutili asprezze, c’è un buco nero: centinaia di migliaia di lavoratori (forse 350.000), ora in mobilità, rischiano, nei prossimi anni, di non avere né pensione, né lavoro, né ammortizzatori sociali.
Esclusivamente a causa della riforma e della sua assenza totale di gradualità.
Sono stati stipulati accordi collettivi o individuali che, con le vecchie norme, garantivano l’accesso alla pensione. Con un tratto di penna la riforma glielo impedisce. Non è accettabile.
I “tecnici” del PD e del sindacato, gente che se ne intende, avevano avvertito il governo. Emendamenti che sanavano la situazione non sono stati accolti. C’è la promessa di un decreto entro giugno. E’ bene che il paese e i lavoratori si facciano sentire affinché la soluzione sia equa e rigorosa. Non pasticciata.
C’è dell’altro. Il combinato disposto della riforma Sacconi e della riforma Fornero sta provocando un’altra ingiustizia. Migliaia di lavoratori rischiano di pagare cifre astronomiche per la ricongiunzione di contributi per attività lavorative svolte con gestioni pensionistiche diverse, a parità di valore dei contributi versati. Non è accettabile.
Questi fatti sono le dirette conseguenze di norme confuse e pericolose, foriere di disagio e iniquità sociali. La norma sull’art. 18 è della stessa tipologia. Confusa, pericolosa e, inoltre, incostituzionale. Non può che essere cambiata. Il PD sta facendo la sua parte
in modo giusto e equilibrato. Sarebbe saggio che Monti ascoltasse quel paese che secondo lui non capirebbe il senso delle riforme.

L’ultima motivazione del premier, a supporto della norma, è che in Italia non si assume perché non si può licenziare. Non è vero, ma se fosse vero non è accettabile.

Paolo Pagani
Responsabile Lavoro PD Brescia

mar
14

Il lavoro che vogliamo

 

Nell’attuale fase di crisi economica diventa ancor più importante il ruolo del lavoro e il suo impatto sulla società. Per questo motivo come Partito Democratico dobbiamo prendere una posizione forte sull’argomento e svolgere la funzione di mediatori tra le parti sociali e il Governo Monti

Ne discutiamo con l’On. Lucia Codurelli a Castenedolo Venerdì 23 Marzo

 

mar
14

Marchionne faccia di bronzo

A Pomigliano la FIAT sta procedendo alla riassunzione dei lavoratori nella nuova società. Marchionne ha dichiarato “Assumiamo la gente sulla base della capacità, non controllo se hanno la tessera”.
Nella vecchia fabbrica la FIOM aveva 800 iscritti su 5.000 dipendenti. Nella nuova Pomigliano sono stati riassunti 2.085 dipendenti. Nessuno è iscritto alla FIOM. Quattro sono ex-iscritti.
O Marchionne mente sapendo di mentire o c’è una sorta di affinità elettiva tra iscrizione alla FIOM e dequalificazione.
Non è difficile intravedere dove sta la verità.
Non è accettabile. Sono in gioco i fondamenti di una società libera. Servirebbe un moto di sdegno. Il PD deve fare di tutto perché la questione diventi un “caso nazionale”. Essa ha a che fare con i nostri valori non negoziabili.
Vale sempre la lezione del pastore Martin Niemoller (erroneamente attribuita a Bertold Brecht): “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omossessuali e fui sollevato perché non erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

Paolo Pagani
Segreteria Provinciale PD

 

 

feb
23

L’On. Paolo Corsini sull’antisemitismo

Di seguito pubblichiamo l’intervento che l’On. Paolo Corsini ha tenuto il 7 Ottobre 2011 in occasione del convegno promosso presso la Camera per la presentazione del Documento approvato all’unanimità dalle Commissioni Affari costituzionali e Affari esteri a conclusione dell’Indagine conoscitiva sull’antisemitismo contemporaneo.

E’ possibile scaricarlo in formato pdf cliccando qui.

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feb
03

La partita sulle pensioni non è chiusa

 

Ha ragione l’On. Cesare Damiano, già ministro del lavoro, a sostenere che la partita sulle pensioni non è chiusa. Ha ragione Bersani a dire che la riforma conteneva, e contiene tuttora, inutili asprezze, che nulla avevano e hanno a che vedere con l’equità.

Alcune asprezze, grazie ad emendamenti tenacemente voluti da parlamentari del PD, sono state in parte superate: l’attenuazione parziale dello scalone per i lavoratori precoci; l’eliminazione della penalizzazione prevista per coloro che avendo i requisiti per il pensionamento anticipato (si chiama così ora la pensione di anzianità) non raggiungono i 62 anni; maggiori garanzie per i cosiddetti “esodati”, cioè quei lavoratori che, a seguito di accordi sindacali e/o individuali, attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali o l’autorizzazione al versamento di contributi volontari, sarebbero approdati alla pensione.

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feb
03

FIOM fuori dalla FIAT

Il PD presenta un disegno di legge

Dallinizio dellanno nelle fabbriche della FIAT, e quindi anche dellIVECO di Brescia, un grande sindacato come la FIOM-CGIL non è più rappresentato nelle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA), non avendo sottoscritto  il nuovo contratto nazionale di categoria, stipulato a seguito delluscita di FIAT da Confindustria. Leggi tutto »

gen
10

Lavoro: il PD parta dalle SUE proposte

Il tema del lavoro e della sua rivalorizzazione deve diventare centrale nella fase del governo Monti. L’intervista al Corriere della ministra Fornero non l’ha aperta sotto i migliori auspici, anche se nei giorni successivi c’è stata una correzione di rotta. Al solito i vecchi saggi fanno la differenza. Franco Marini, uno dei padri nobili del PD, ha chiarito: “Non so se il governo ha capito che l’art. 18 non ha alcuna influenza sull’occupazione e l’arrivo degli investimenti esteri in Italia. Forse quando aprirà il tavolo di confronto con le forze sociali se ne renderà conto”.
Concordiamo financo nelle virgole. L’art. 18 è una norma di civiltà e, tra l’altro, non ha mai costituito nel lungo periodo della sua introduzione, una barriera alla crescita dell’occupazione. Parlano i dati ISTAT, ministeriali o sindacali.

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gen
02

Entra in carica l’esecutivo

Il Centro di Iniziative Politiche e Culturali (CIPeC) di Brescia, dopo le elezioni del Consiglio Direttivo e dei Presidenti dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo rispettivamente nelle persone dell’On.le Paolo Corsini e del Sindaco di Vobarno Carlo Panzera avvenute all’unanimità nel corso della riunione dell’assemblea dei soci tenutasi lo scorso 27 ottobre, ha completato gli adempimenti statutari in un incontro svoltosi presso la sede del Partito Democratico prima di Natale.

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dic
13

Un benvenuto alla nuova iniziativa Riformisti 3.0

L’intento di vivacizzare il dibattito politico-culturale a Brescia e nell’ampio territorio provinciale, sia sulla vicenda nazionale che sulla vita delle istituzioni locali, favorendo al contempo il più ampio coinvolgimento degli iscritti al PD e della cittadinanza, è stato alla base della costituzione del CIPeC (Centro di Iniziative Politiche e Culturali), nonchè delle iniziative da esso promosse sin dalla scorsa primavera. Un Centro che, per indirizzo politico-culturale e programma, è collocato in un orizzonte autenticamente riformista.
La natura pluralista del Partito Democratico, il suo stesso processo costitutivo, quale confluenza dei più significativi filoni della cultura nazionale, sollecitano il libero dibattito ed il protagonismo di ciascuno al fine di arricchire un cospicuo patrimonio di idee e contribuire allo sviluppo della proposta politica del centro sinistra.
Per queste ragioni valutiamo positivamente e guardiamo con estremo interesse alle iniziative promosse di recente da autorevoli esponenti cattolici del PD bresciano, così come a quelle in programma da parte dei giovani del gruppo “Riformisti 3.0. La sinistra del terzo millennio”. Leggi tutto »

nov
19

Diritti: per un’idea di crescita e democrazia

(Brescia, Sala Piamarta, 18 novembre 2011)

Credo che nessuno di coloro che si riconoscono nell’area politica del centrosinistra possa non condividere le affermazioni che riguardano la centralità del lavoro e della difesa dei diritti sociali ed economici, che troviamo ampiamente richiamate in molti degli interventi raccolti nel volume (oltre che nella bellissima relazione di Rodotà). Su questo tema, il problema centrale è indubbiamente – come ci ricorda Barbara Pollastrini nella sua introduzione – quello di affrontare la difficile articolazione del nesso tra crescita economica e diritti.

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