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	<title>OrizzontiNuovi</title>
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	<description>Per il riformismo nel PD</description>
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		<title>In piazza con i sindacati</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 16:05:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 13 aprile CGIL CISL UIL hanno indetto una manifestazione unitaria per chiedere modifiche alla recente riforma delle pensioni. Ci sarò. Immagino insieme a tanti iscritti ed elettori del PD. Nella riforma, insieme ad altre inutili asprezze, c’è un buco nero: centinaia di migliaia di lavoratori (forse 350.000), ora in mobilità, rischiano, nei prossimi anni, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2012/03/29/in-piazza-con-i-sindacati/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 13 aprile CGIL CISL UIL hanno indetto una manifestazione unitaria per chiedere modifiche alla recente riforma delle pensioni. Ci sarò. Immagino insieme a tanti iscritti ed elettori del PD.</p>
<p>Nella riforma, insieme ad altre inutili asprezze, c’è un buco nero: centinaia di migliaia di lavoratori (forse 350.000), ora in mobilità, rischiano, nei prossimi anni, di non avere né pensione, né lavoro, né ammortizzatori sociali.<br />
Esclusivamente a causa della riforma e della sua assenza totale di gradualità.<br />
Sono stati stipulati accordi collettivi o individuali che, con le vecchie norme, garantivano l’accesso alla pensione. Con un tratto di penna la riforma glielo impedisce. Non è accettabile.<br />
I “tecnici” del PD e del sindacato, gente che se ne intende, avevano avvertito il governo. Emendamenti che sanavano la situazione non sono stati accolti. C’è la promessa di un decreto entro giugno. E’ bene che il paese e i lavoratori si facciano sentire affinché la soluzione sia equa e rigorosa. Non pasticciata.<br />
C’è dell’altro. Il combinato disposto della riforma Sacconi e della riforma Fornero sta provocando un’altra ingiustizia. Migliaia di lavoratori rischiano di pagare cifre astronomiche per la ricongiunzione di contributi per attività lavorative svolte con gestioni pensionistiche diverse, a parità di valore dei contributi versati. Non è accettabile.<br />
Questi fatti sono le dirette conseguenze di norme confuse e pericolose, foriere di disagio e iniquità sociali. La norma sull’art. 18 è della stessa tipologia. Confusa, pericolosa e, inoltre, incostituzionale. Non può che essere cambiata. Il PD sta facendo la sua parte<br />
in modo giusto e equilibrato. Sarebbe saggio che Monti ascoltasse quel paese che secondo lui non capirebbe il senso delle riforme.</p>
<p>L’ultima motivazione del premier, a supporto della norma, è che in Italia non si assume perché non si può licenziare. Non è vero, ma se fosse vero non è accettabile.</p>
<p><strong>Paolo Pagani</strong><br />
Responsabile Lavoro PD Brescia</p>
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		<title>Il lavoro che vogliamo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 14:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[art. 18]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Nell&#8217;attuale fase di crisi economica diventa ancor più importante il ruolo del lavoro e il suo impatto sulla società. Per questo motivo come Partito Democratico dobbiamo prendere una posizione forte sull&#8217;argomento e svolgere la funzione di mediatori tra le parti sociali e il Governo Monti Ne discutiamo con l&#8217;On. Lucia Codurelli a Castenedolo Venerdì &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2012/03/14/il-lavoro-che-vogliamo/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nell&#8217;attuale fase di crisi economica diventa ancor più importante il ruolo del lavoro e il suo impatto sulla società. Per questo motivo come Partito Democratico dobbiamo prendere una posizione forte sull&#8217;argomento e svolgere la funzione di mediatori tra le parti sociali e il Governo Monti</p>
<p>Ne discutiamo con l&#8217;On. Lucia Codurelli a Castenedolo Venerdì 23 Marzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.orizzontinuovi.it/wp-content/uploads/locandina%20codurelli%202.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Marchionne faccia di bronzo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 12:49:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[A Pomigliano la FIAT sta procedendo alla riassunzione dei lavoratori nella nuova società. Marchionne ha dichiarato “Assumiamo la gente sulla base della capacità, non controllo se hanno la tessera”. Nella vecchia fabbrica la FIOM aveva 800 iscritti su 5.000 dipendenti. Nella nuova Pomigliano sono stati riassunti 2.085 dipendenti. Nessuno è iscritto alla FIOM. Quattro sono &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2012/03/14/marchionne-faccia-di-bronzo/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Pomigliano la FIAT sta procedendo alla riassunzione dei lavoratori nella nuova società. Marchionne ha dichiarato “Assumiamo la gente sulla base della capacità, non controllo se hanno la tessera”.<br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">Nella vecchia fabbrica la FIOM aveva 800 iscritti su 5.000 dipendenti. Nella nuova Pomigliano sono stati riassunti 2.085 dipendenti. Nessuno è iscritto alla FIOM. Quattro sono ex-iscritti.</span></strong><br />
O Marchionne mente sapendo di mentire o c’è una sorta di affinità elettiva tra iscrizione alla FIOM e dequalificazione.<br />
Non è difficile intravedere dove sta la verità.<br />
Non è accettabile. Sono in gioco i fondamenti di una società libera. Servirebbe un moto di sdegno. Il PD deve fare di tutto perché la questione diventi un “caso nazionale”. Essa ha a che fare con i nostri valori non negoziabili.<br />
Vale sempre la lezione del pastore Martin Niemoller (erroneamente attribuita a Bertold Brecht): “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omossessuali e fui sollevato perché non erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.</p>
<p><strong>Paolo Pagani</strong><br />
Segreteria Provinciale PD</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;On. Paolo Corsini sull&#8217;antisemitismo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 08:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Fiamma Nirenstein]]></category>
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		<description><![CDATA[Di seguito pubblichiamo l&#8217;intervento che l&#8217;On. Paolo Corsini ha tenuto il 7 Ottobre 2011 in occasione del convegno promosso presso la Camera per la presentazione del Documento approvato all&#8217;unanimità dalle Commissioni Affari costituzionali e Affari esteri a conclusione dell&#8217;Indagine conoscitiva sull&#8217;antisemitismo contemporaneo. E&#8217; possibile scaricarlo in formato pdf cliccando qui. Sull’antisemitismo 1. Prenderò le mosse &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2012/02/23/lon-paolo-corsini-sullantisemitismo/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito pubblichiamo l&#8217;intervento che l&#8217;On. Paolo Corsini ha tenuto il 7 Ottobre 2011 in occasione del convegno promosso presso la Camera per la presentazione del Documento approvato all&#8217;unanimità dalle Commissioni Affari costituzionali e Affari esteri a conclusione dell&#8217;Indagine conoscitiva sull&#8217;antisemitismo contemporaneo.</p>
<p>E&#8217; possibile scaricarlo in formato pdf cliccando <a title="Sull'antisemitismo" href="http://www.orizzontinuovi.it/allegati/Sull'antisemitismo.pdf" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><span id="more-84"></span></p>
<h2 style="text-align: center;">Sull’antisemitismo</h2>
<p>1. Prenderò le mosse da una testimonianza. Voglio, infatti, rendere un pubblico riconoscimento alla ostinazione, alla passione con la quale l’onorevole Fiamma Nirenstein ha presieduto i lavori del Comitato d’indagine. Questa attestazione, resa da parte di un esponente dell’attuale opposizione parlamentare, oltre ad essere assolutamente veritiera e non sospetta, credo sia oltremodo significativa. Entriamo, dunque, nel merito della riflessione che intendiamo proporre. Sono già state svolte analisi molto preziose, feconde e puntuali. Da parte mia mi sforzerò di esporre alcune valutazioni che si prefiggono anzitutto di sottolineare i guadagni, sotto il profilo culturale, del Documento che oggi presentiamo, e poi alcune considerazioni in ordine al significato politico di questo testo che, peraltro – ed è un dato assolutamente rimarchevole – è stato approvato all’unanimità. In una fase di rissosità e di permanente contrapposizione tra le parti politiche, ciò costituisce un fatto non banale, un successo persino insperato.</p>
<p>Anzitutto questo Documento, frutto di un’attività intensa ed operosa, assume un rilevante significato in quanto dice di un recupero del gravoso ritardo che sino ad ieri poteva essere addebitato all’Assemblea parlamentare italiana in quanto il nostro Paese può finalmente allinearsi agli esiti di consimili iniziative promosse da altri Parlamenti ed Istituzioni a livello europeo e internazionale.</p>
<p>Disponiamo, altresì, di dati non solo rilevanti quanto al loro peso e alle iniziative che ne possono discendere, ma pure estremamente aggiornati rispetto al tradizionale quadro di riferimento. Alludo, ad esempio, alla ricerca promossa dall’Osce nel lontano 2003 e a quella del 2009 dovuta all’Ufficio per le istituzioni democratiche ed i diritti umani, così come ai rapporti dell’Agenzia per i diritti fondamentali, nonché a quelli resi pubblici periodicamente dalla storica Agenzia ebraica o ad uno studio recente della “Friedrich Hebert Stiftung”. Peraltro le ricerche precedenti, a nostra conoscenza, si arrestano tutte al 2009 che, com’è noto, è l’annus horribilis, perché vi si combatte la guerra fra Israele e Hamas e coincide, a livello internazionale con un’acme, una crescita esponenziale degli atti, dei gesti, delle pratiche, delle attività antisemite. Il fatto che il nostro Comitato abbia lavorato in presa diretta rende, dunque, ancor più rimarchevoli i suoi risultati.<br />
C’è un secondo elemento che mi ha particolarmente intrigato nel corso del nostro lavoro: il fatto, cioè, che si sia proceduti sulla base di una rigorizzazione, oserei dire scientifica, delle categorie del linguaggio che abbiamo utilizzato. E questo dato non è particolarmente diffuso nel costume politico contemporaneo che è portato, quasi naturaliter, alla banalizzazione ed alla semplificazione dei propri assunti, ad una loro volgarizzazione espressiva. In effetti nel Documento che oggi viene presentato si operano opportune distinzioni circa le categorie che vengono utilizzate, categorie quali razzismo, antiebraismo, antigiudaismo, antisemitismo, anti-israelismo, antisionismo, fino alla tematizzazione degli sviluppi più recenti e più preoccupanti del negazionismo. Così se l’anti-ebraismo greco-romano nasce dalla percezione dell’estraneità della cultura ebraica e da una situazione di separatezza – la circoncisione, le norme sui cibi, il divieto di contrarre matrimonio con i non-ebrei, la proibizione delle immagini e la non partecipazione al culto pubblico –, nel caso dell’antigiudaismo cristiano esso è imperniato sull’accusa di carnalità e “deicidio”, sulla punizione dell’esilio e sulla funzione di popolo testimone attribuita agli ebrei, su un “insegnamento del disprezzo”: un’opposizione nei confronti degli ebrei sostenuta da un’ideologia religiosa in particolar modo diretta contro la forma assunta dall’ebraismo in epoca post-biblica, dunque un’avversione ispirata da motivazioni prevalentemente teologico-religiose. Senza contare che l’ostilità nei confronti degli ebrei riflette anche dinamiche di carattere culturale, psicologico, sociale, economico, politico connesse alle modalità con cui una maggioranza si rapporta ad una minoranza. Il che, tuttavia, non inficia il fatto che, tanto nell’individuazione degli ebrei quanto nel tentativo di giustificare l’ostilità nei loro confronti, si siano utilizzate motivazioni espresse in termini prevalentemente religiosi. Al punto tale che, in quest’ottica, un ebreo che rinneghi la propria religione cessa, per ciò stesso, di essere tale. Per quanto riguarda il termine antisemitismo come connotazione di un’ostilità antiebraica, esso deriva dal tentativo di utilizzare un escamotage non religioso per denominare gli ebrei. Com’è stato osservato da Piero Stefani “pur essendo palesemente scorretto (in base al parametro linguistico anche gli arabi, per esempio, sono semiti), la parola divenne di largo uso per compiere presunte definizioni di ebrei di stampo sociologico, economicistico o peggio ancora, razzistico”. Un’operazione favorita dal clima fortemente nazionalistico che caratterizza l’Europa a partire dalla seconda meta del XIX secolo.</p>
<p>Si assiste, in definitiva, ad una sorta di progressivo scivolamento a motivo del quale l’antisemitismo viene a manifestarsi in una condizione storica in cui l’osservanza religiosa da parte degli ebrei non è più considerata un elemento essenziale ai fini della definizione della loro identità. Sotto questo profilo, com’è drammaticamente documentato dalla persecuzione nazista, che si prefigge la “soluzione finale” della questione ebraica, la definizione di ebreo si coniuga alla convinzione, chiaramente riconoscibile nella stigmatizzazione razzista, che la condizione di un ebreo costituisca un dato immutabile. Come ha scritto Marcel Simon “per gli antisemiti hitleriani un ebreo diventato cristiano resta ebreo, perché un ebreo è definito tale a motivo della propria razza”. Ciò che comunque va sottolineato è che l’antigiudaismo cristiano ha di fatto costituito brodo di coltura per la nascita e lo sviluppo dell’antisemitismo moderno che può essere letto, pur non trascurando i fattori di novità ed il terrificante salto di qualità che esso introduce, come una forma di secolarizzazione di tradizionali orientamenti antiebraici.</p>
<p>(continua &#8211;&gt;)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La partita sulle pensioni non è chiusa</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:47:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Ha ragione l’On. Cesare Damiano, già ministro del lavoro, a sostenere che la partita sulle pensioni non è chiusa. Ha ragione Bersani a dire che la riforma conteneva, e contiene tuttora, inutili asprezze, che nulla avevano e hanno a che vedere con l’equità. Alcune asprezze, grazie ad emendamenti tenacemente voluti da parlamentari del PD, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2012/02/03/la-partita-sulle-pensioni-non-e-chiusa/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Ha ragione l’On. Cesare Damiano, già ministro del lavoro, a sostenere che la partita sulle pensioni non è chiusa. Ha ragione Bersani a dire che la riforma conteneva, e contiene tuttora, inutili asprezze, che nulla avevano e hanno a che vedere con l’equità.</p>
<p>Alcune asprezze, grazie ad emendamenti tenacemente voluti da parlamentari del PD, sono state in parte superate: l’attenuazione parziale dello scalone per i lavoratori precoci; l’eliminazione della penalizzazione prevista per coloro che avendo i requisiti per il pensionamento anticipato (si chiama così ora la pensione di anzianità) non raggiungono i 62 anni; maggiori garanzie per i cosiddetti “esodati”, cioè quei lavoratori che, a seguito di accordi sindacali e/o individuali, attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali o l’autorizzazione al versamento di contributi volontari, sarebbero approdati alla pensione.</p>
<p><span id="more-70"></span>Non è ancora sufficiente, perché sfugge a quale concetto di equità sia riconducibile il fatto che i lavoratori precoci della scuola non debbano rimanere nel vecchio regime almeno fino ad agosto 2012 e che ancora oltre 70.000 lavoratori esodati , in gran parte con un’età superiore ai 55 anni, rischino di restare senza pensione e senza lavoro.</p>
<p>Bene sta facendo il PD a battersi in Parlamento perché questi due aspetti, in particolare, siano superati, espungendo dal nuovo sistema palesi elementi di ingiustizia.</p>
<p>Sono convinto che queste contraddizioni si sarebbero potute evitare se alla riforma si fosse giunti con un percorso di concertazione con le parti sociali, che non è un ferro vecchio. Sarà fondamentale per dare alla riforma la seconda gamba: quella delle tutele e garanzie per coloro che hanno da poco iniziato o inizieranno il percorso lavorativo e le cui pensioni, in assenza di nuove normative, saranno irrisorie.</p>
<p>E sarà fondamentale, la concertazione, affinché la riforma del lavoro, su cui il confronto governo-parti sociali è nella fase iniziale, segni davvero il superamento del dualismo del mercato del lavoro (e del suo enorme carico di precarietà), che è una delle principali cause della bassa competitività italiana. Altro che art. 18, la cui eliminazione reintrodurrebbe, sotto altre forme, quel dualismo che tutti, ormai, reputano l’ostacolo da rimuovere.</p>
<p>La volontà, da entrambe le parti, di giungere ad un accordo è decisiva perché si imbocchi la strada giusta. Una questione così enorme non può essere aggredita se è la fretta a fare da consigliera.</p>
<p><strong>Paolo Pagani</strong><br />
della Segreteria Provinciale PD</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>FIOM fuori dalla FIAT</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:42:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pietro Bisinella]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il PD presenta un disegno di legge Dall’inizio dell’anno nelle fabbriche della FIAT, e quindi anche dell’IVECO di Brescia, un grande sindacato come la FIOM-CGIL non è più rappresentato nelle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA), non avendo sottoscritto  il nuovo contratto nazionale di categoria, stipulato a seguito dell’uscita di FIAT da Confindustria. La segreteria provinciale del &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2012/02/03/fiom-fuori-dalla-fiat/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: large;">Il PD presenta un disegno di legge</span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Dall</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">’</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">inizio</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> dell</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">’</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">anno </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">nelle </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">fabbriche </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">della</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><strong> FIAT</strong>,</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> e</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> quindi</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> anche </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">dell</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">’</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">IVECO </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">di </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Brescia,</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> un</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> grande</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> sindacato</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> come</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> la </span><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">FIOM-CGIL </span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">non </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">è </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">più </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">rappresentato </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">nelle</span><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> Rappresentanze</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> Sindacali</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> Aziendali </span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">(RSA), </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">non</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> avendo</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> sottoscritto  </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">il</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> nuovo </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">contratto</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> nazionale</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> di </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">categoria, </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">stipulato </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">a</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> seguito </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">dell</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">’</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">uscita</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> di </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">FIAT </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">da </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Confindustria.<span id="more-65"></span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">La segreteria provinciale del Partito Democratico ritiene che questa situazione vada rapidamente superata, in quanto non è accettabile che sia estromesso dalle aziende un sindacato, qualunque esso sia, per il fatto di non sottoscrivere un contratto.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Non</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> è </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">in</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> questione </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">la </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">condivisione </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">o </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">meno </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">delle </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">posizioni </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">della </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">FIOM.</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> In</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> questione </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">è </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">la </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">democrazia </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">nei </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">luoghi</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> di </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">lavoro.</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> Non </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">è</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> ammissibile </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">che </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">il</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> segretario </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">nazionale </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">di </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">un </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">sindacato,</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> come </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">è</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> accaduto </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">pochi</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> giorni </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">fa</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> a </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Landini</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> all</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">’</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">IVECO, </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">sia </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">costretto </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">a </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">parlare </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">ai </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">lavoratori</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> fuori</span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"> dalla </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">fabbrica.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Relazioni sindacali corrette non possono basarsi sulla discriminazione.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">A livello parlamentare il PD, per dare uno sbocco positivo alla questione, ha presentato, a firma, tra gli altri, di Cesare Damiano, un disegno di legge per ripristinare il testo originario dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori, che consentirebbe il rientro in azienda di tutti i sindacati maggiormente rappresentativi, indipendentemente dal fatto che siano firmatari o no dei contratti.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">E’ questa la strada maestra perché in FIAT siano ripristinate relazioni sindacali non discriminatorie.</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Pietro Bisinella </span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">-</span> <span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Segretario Provinciale PD</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Paolo Pagani </span></strong><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">-</span> <span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Responsabile Lavoro PD</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lavoro: il PD parta dalle SUE proposte</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 13:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema del lavoro e della sua rivalorizzazione deve diventare centrale nella fase del governo Monti. L’intervista al Corriere della ministra Fornero non l’ha aperta sotto i migliori auspici, anche se nei giorni successivi c’è stata una correzione di rotta. Al solito i vecchi saggi fanno la differenza. Franco Marini, uno dei padri nobili del &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2012/01/10/lavoro-il-pd-parta-dalle-sue-proposte/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema del lavoro e della sua rivalorizzazione deve diventare centrale nella fase del governo Monti. L’intervista al Corriere della ministra Fornero non l’ha aperta sotto i migliori auspici, anche se nei giorni successivi c’è stata una correzione di rotta. Al solito i vecchi saggi fanno la differenza. Franco Marini, uno dei padri nobili del PD, ha chiarito: “Non so se il governo ha capito che l’art. 18 non ha alcuna influenza sull’occupazione e l’arrivo degli investimenti esteri in Italia. Forse quando aprirà il tavolo di confronto con le forze sociali se ne renderà conto”.<br />
Concordiamo financo nelle virgole. L’art. 18 è una norma di civiltà e, tra l’altro, non ha mai costituito nel lungo periodo della sua introduzione, una barriera alla crescita dell’occupazione. Parlano i dati ISTAT, ministeriali o sindacali.</p>
<p><span id="more-62"></span>Partire o finire dall’art. 18 vuol dire approcciarsi al tema con occhiali ideologici. Dissentiamo da Veltroni che su Repubblica dice che “l’art. 18 deve semmai arrivare alla fine del percorso”. Non capiamo perché le posizioni dei sedicenti veri riformisti finiscano col subire spesso le posizioni di chi per riforme intende una qualche riduzione di diritti, scambiati per privilegi, corporativismi, ecc.<br />
E quando dovrebbe essere ormai chiaro che ha fatto fallimento anche quell’altro approccio ideologico: la flessibilità e la precarizzazione quali vie dell’incremento dell’occupazione e dell’accesso alla buona occupazione. Anche qui, oltre alla gravità della crisi in corso, parlano ancora più chiaro i dati, in particolare quelli italiani.<br />
Negli anni pre-crisi il rapporto tra il tasso di disoccupazione dei giovani e quello degli adulti è costantemente aumentato per un verso e per l’altro è diminuita la possibilità di passaggio da un contratto precario ad uno a tempo indeterminato. Un vero cortocircuito.<br />
Allora il focus di una politica per il lavoro non può che essere una strategia di attacco alla precarietà, una riforma degli ammortizzatori sociali e misure per l’aumento del potere di acquisto di salari e stipendi medio-bassi. In una parola riduzione delle disuguaglianze, dopo che per decenni ha “imperato” un pensiero politico sciagurato fondato sulla disuguaglianza come leva dello sviluppo.<br />
Il PD ha idee buone e realistiche. Siamo consapevoli che il governo Monti è un governo di compromesso e non può farle proprie nella loro totalità. Decisiva è la direzione di marcia. Sta anche alla nostra azione e alla nostra iniziativa far si che venga imboccata quella giusta. Dirimente è che il partito parli una lingua sola, quella dei deliberati degli organismi dirigenti. Vediamola questa lingua. Cesare Damiano la riassume in 7 mosse: disboscare i contratti precari, ripristinare il divieto di dimissioni in bianco, estendere lo sconto IRAP alle assunzioni degli over 50, adottare il contratto unico di inserimento formativo per i giovani con un periodo di prova di tre anni durante i quali si può licenziare ma poi si ha l’art. 18, velocizzare il processo del lavoro, riformare gli ammortizzatori sociali, trovare una soluzione per chi a causa della riforma della previdenza resterà senza stipendio e senza pensione.<br />
Qualche parola in più sul precariato. Spesso le strategie più efficaci derivano dalle domande giuste. Nella fattispecie la domanda centrale è: qual è l’ostacolo alla rimozione della precarietà?<br />
I dati, questi testardi, rispondono che i contratti precari proliferano laddove non vige il divieto di licenziamento senza giusta causa.<br />
Ergo proliferano perché costano meno, molto meno, dei contratti a tempo indeterminato. L’ostacolo da rimuovere non è dunque l’art. 18, ma il costo per le imprese. Di qui la proposta del PD che il contratto a tempo determinato costi di più del contratto a tempo indeterminato.<br />
Ancora. I giuslavoristi sono alla continua ricerca del punto archimedico risolutivo di un nuovo contratto unico.<br />
Alla bresciana, non capiamo perché cercano il freddo per il letto (il dialetto suona meglio) visto che un contratto a garanzie crescenti già c’è ed è il contratto di apprendistato. Perché non farlo diventare un contratto tendenzialmente unico? Come? Disboscare la giungla dei contratti precari, limitare le forme contrattuali precarie a pochissime ed entro limiti quantitativi per ciascuna azienda e per attività stagionali e per i picchi di produzione, finanziare la contribuzione figurativa prevista per il contratto di apprendistato. Tutte proposte uscite dalla Conferenza Nazionale sul Lavoro del PD. Non capiamo, ancora una volta, perché bisognerebbe partire dalla idee che non sono neanche state presentate negli organismi dirigenti.<br />
E’ una sfida difficile certo, ma senza questo orizzonte il rischio è quello di ridistribuire la miseria del lavoro di oggi, togliendo ai padri di 1.200 euro al mese per dare ai figli di 800 euro. Il riformismo deve volere qualcosa di diverso.</p>
<p>Paolo Pagani<br />
Massimo Reboldi</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Entra in carica l&#8217;esecutivo</title>
		<link>http://orizzontinuovi.it/index.php/2012/01/02/entra-in-carica-lesecutivo/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 16:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Centro di Iniziative Politiche e Culturali (CIPeC) di Brescia, dopo le elezioni del Consiglio Direttivo e dei Presidenti dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo rispettivamente nelle persone dell’On.le Paolo Corsini e del Sindaco di Vobarno Carlo Panzera avvenute all’unanimità nel corso della riunione dell’assemblea dei soci tenutasi lo scorso 27 ottobre, ha completato gli adempimenti &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2012/01/02/entra-in-carica-lesecutivo/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Centro di Iniziative Politiche e Culturali (CIPeC) di Brescia, dopo le elezioni del Consiglio Direttivo e dei Presidenti dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo rispettivamente nelle persone dell’On.le Paolo Corsini e del Sindaco di Vobarno Carlo Panzera avvenute all’unanimità nel corso della riunione dell’assemblea dei soci tenutasi lo scorso 27 ottobre, ha completato gli adempimenti statutari in un incontro svoltosi presso la sede del Partito Democratico prima di Natale.</p>
<p><span id="more-49"></span>Mercoledì 21 dicembre, regolarmente convocato, si è riunito il Consiglio Direttivo che, accogliendo la proposta formulata dal Presidente Panzera, ha proceduto alla nomina dei nove componenti dell’Esecutivo, deliberandone all’unanimità la seguente composizione:</p>
<p>&nbsp;</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>Walter Bonardi</td>
<td>di Concesio</td>
</tr>
<tr>
<td>Miriam Cominelli</td>
<td>di Nuvolera</td>
</tr>
<tr>
<td>Rosa Angela Comini</td>
<td>di Brescia</td>
</tr>
<tr>
<td>Carlo Fogliata</td>
<td>di Chiari</td>
</tr>
<tr>
<td>Chiara Gadaldi</td>
<td>di Calvisano</td>
</tr>
<tr>
<td>Eugenia Grechi</td>
<td>di Castegnato</td>
</tr>
<tr>
<td>Paolo Poiatti</td>
<td>di Iseo</td>
</tr>
<tr>
<td>Massimo Reboldi</td>
<td>di Ospitaletto</td>
</tr>
<tr>
<td>Francesco Vassalini</td>
<td>di Preseglie</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al giovane Andrea Curcio è stato affidato l’incarico di curare il sito della Associazione (<a href="http://orizzontinuovi.it" target="_blank">www.OrizzontiNuovi.it</a>) ed il contatto mail del Centro è all’indirizzo cipecbrescia@gmail.com</p>
<p>A conclusione dell’incontro si è espressa soddisfazione per l’esecutivo così nominato, che si ritiene rappresentativo del pensiero che ha guidato la costituzione del Centro, facendo sintesi tra le esperienze progressiste espresse negli ultimi anni dalla nostra provincia.</p>
<p>Di questa compagine si segnala la presenza di esponenti autorevoli della sinistra riformista bresciana, affiancati da 6 giovani con meno di 30 anni (Cominelli, Curcio, Gadaldi, Grechi, Poiatti e Reboldi), Amministratoti locali e con responsabilità dirigenti nel PD e nei Giovani Democratici, a testimonianza del contributo che il CIPeC intende apportare al rinnovamento del riformismo bresciano.</p>
<p>Dopo il completamento dell’iter costitutivo prenderà ora avvio la fase operativa, che il Consiglio Direttivo è convinto sarà proficua ed in grado di arricchire il dibattito politico presente e futuro, avendo come punto di riferimento il Partito, ma in grado di allargarsi alla società civile in modo trasversale per valorizzare l’apporto delle opinioni e delle esperienze di ognuno.</p>
<p style="text-align: right;">Il Presidente del Consiglio Direttivo<br />
<strong>Carlo Panzera</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un benvenuto alla nuova iniziativa Riformisti 3.0</title>
		<link>http://orizzontinuovi.it/index.php/2011/12/13/10/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 16:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[riformisti]]></category>

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		<description><![CDATA[L’intento di vivacizzare il dibattito politico-culturale a Brescia e nell’ampio territorio provinciale, sia sulla vicenda nazionale che sulla vita delle istituzioni locali, favorendo al contempo il più ampio coinvolgimento degli iscritti al PD e della cittadinanza, è stato alla base della costituzione del CIPeC (Centro di Iniziative Politiche e Culturali), nonchè delle iniziative da esso &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2011/12/13/10/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’intento di vivacizzare il dibattito politico-culturale a Brescia e nell’ampio territorio provinciale, sia sulla vicenda nazionale che sulla vita delle istituzioni locali, favorendo al contempo il più ampio coinvolgimento degli iscritti al PD e della cittadinanza, è stato alla base della costituzione del CIPeC (Centro di Iniziative Politiche e Culturali), nonchè delle iniziative da esso promosse sin dalla scorsa primavera. Un Centro che, per indirizzo politico-culturale e programma, è collocato in un orizzonte autenticamente riformista.<br />
La natura pluralista del Partito Democratico, il suo stesso processo costitutivo, quale confluenza dei più significativi filoni della cultura nazionale, sollecitano il libero dibattito ed il protagonismo di ciascuno al fine di arricchire un cospicuo patrimonio di idee e contribuire allo sviluppo della proposta politica del centro sinistra.<br />
Per queste ragioni valutiamo positivamente e guardiamo con estremo interesse alle iniziative promosse di recente da autorevoli esponenti cattolici del PD bresciano, così come a quelle in programma da parte dei giovani del gruppo “Riformisti 3.0. La sinistra del terzo millennio”.<span id="more-10"></span>Una così ricca articolazione culturale e generazionale, consentirà certamente al PD di meglio aderire alla società in cui opera, di ricomporne le fratture, di essere interprete credibile ed affidabile protagonista politico di un futuro cui tutti i democratici aspirano.<br />
Risulta quindi difficilmente comprensibile la posizione di chi, ritenendo di sostenere un’iniziativa (nella fattispecie quella dei Riformisti 3.0), la contrappone ad altre (nella fattispecie quelle del CIPeC) impropriamente etichettandole e facendone una caricatura, quasi fosse sottesa da parte di taluni l’ambigua volontà di ritornare ad antichi porti rispetto ai quali giustamente il PD, quanti hanno contribuito a fondarlo e quanti vi hanno aderito, hanno preso il largo.<br />
Riteniamo pertanto che il confronto interno al Partito democratico sarà più ricco e fecondo quanto più si abbandoneranno contrapposizioni spesso artatamente evocate, al fine di legittimare se stessi come innovatori e di stigmatizzare altri apponendo etichette artificiose quanto palesemente infondate. A maggior ragione se avulse dal merito dei problemi e dei temi iscritti nell’agenda politica.</p>
<p style="text-align: right;">Brescia, 13 dicembre 2011<br />
Il Presidente dell’Assemblea<br />
On. <strong>Paolo Corsini</strong><br />
Il Presidente del Consiglio Direttivo<br />
<strong>Carlo Panzera</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Diritti: per un&#8217;idea di crescita e democrazia</title>
		<link>http://orizzontinuovi.it/index.php/2011/11/19/diritti-per-unidea-di-crescita-e-democrazia/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 18:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[(Brescia, Sala Piamarta, 18 novembre 2011) Credo che nessuno di coloro che si riconoscono nell’area politica del centrosinistra possa non condividere le affermazioni che riguardano la centralità del lavoro e della difesa dei diritti sociali ed economici, che troviamo ampiamente richiamate in molti degli interventi raccolti nel volume (oltre che nella bellissima relazione di Rodotà). &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://orizzontinuovi.it/index.php/2011/11/19/diritti-per-unidea-di-crescita-e-democrazia/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(Brescia, Sala Piamarta, 18 novembre 2011)</em></p>
<p><img class="alignleft" title="Nicla Picchi" src="http://media.athesiseditrice.it/media/2011/03/17_28_bso_f1_561_resize_253.jpg" alt="" width="253" height="189" />Credo che nessuno di coloro che si riconoscono nell’area politica del centrosinistra possa non condividere le affermazioni che riguardano la centralità del lavoro e della difesa dei diritti sociali ed economici, che troviamo ampiamente richiamate in molti degli interventi raccolti nel volume (oltre che nella bellissima relazione di Rodotà). Su questo tema, il problema centrale è indubbiamente &#8211; come ci ricorda Barbara Pollastrini nella sua introduzione – quello di affrontare la difficile articolazione del nesso tra crescita economica e diritti.</p>
<p><a href="http://www.claudiobragaglio.it/index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=715&amp;Itemid=54">Leggi l&#8217;intervento</a><br />
<br/><br/></p>
]]></content:encoded>
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	</channel>
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